Bullismo

Bullismo dall’inglese bullying è una violenza ripetuta nel tempo dai bulli. Si distinguono il bullismo diretto e il bullismo indiretto (bullismo sociale). E’ un fenomeno che coinvolge bambini e adolescenti diffuso soprattutto nelle scuole. E’ definito come una violenza intenzionale, ripetuta nel tempo e messa in atto da un bullo o da un gruppo su un coetaneo considerato più debole. A differenza di uno scherzo avviene con più frequenza (tutti i giorni) e per un lungo periodo di tempo (settimane, mesi o anni). Secondo gli esperti si parla di bullismo quando:

“Uno studente è esposto, ripetutamente nel corso del tempo, alle azioni offensive messe in atto da uno o più compagni.”

Il bullismo è stato definito dagli esperti del fenomeno come:

Un’oppressione, psicologica, verbale o fisica, ripetuta e continuata nel tempo, messa in atto da una persona o da un gruppo su un’altra persona percepita come più debole.

Un’altra definizione è la seguente:

“Il bullismo è un tipo di violenza che ha il chiaro scopo di fare del male; è persistente e continuo e può durare per settimane, mesi e persino anni ed è difficile difendersi per coloro che ne sono vittime. – Sharp e Smith, 1995 (Bulli e prepotenti nella scuola. Prevenzione e tecniche educative.”

Il bullismo si basa quindi su alcune caratteristiche:
1. Intenzionalità. Il bullismo è intenzionale: il bullo agisce con lo scopo di ferire l’altro e prova piacere nel riuscirci. I bulli non prova empatia e senso di colpa per la sofferenza causata.
2. Durata nel tempo e frequenza. Il bullismo si verifica in modo ripetuto e abituale, cioè va avanti per giorni, mesi o addirittura anni.
3. Squilibrio di potere. I bulli sono più forti, perché sostenuti dal gruppo e la vittima non riesce a difendersi. Viene isolata, soffre per gli atti di bullismo ma ha timore di raccontare per vergogna, senso di colpa o paura di vendette.  Le istituzioni o la scuola possono rafforzare il bullismo, colpevolizzando la vittima di non sapersi difendere. L’errore più grande è considerare il bullismo come un problema da ragazzi, un semplice scherzo.

Il bullismo si distingue in bullismo diretto (con contatto fisico tra bullo e vittima).
Tipi di bullismo diretto sono: il bullismo fisico (spintoni, pugni, calci, maltrattare e danneggiare cose e oggetti). È usato molto tra ragazzi. Bullismo verbale (offese, parolacce, nomi offensivi, insulti e minacce). Si tratta di derisioni che possono prendere di mira l’aspetto fisico, il modo di parlare ecc.

Il bullismo può manifestarsi anche in modo indiretto (senza contatto tra bullo e vittima) come nel bullismo psicologico (relazionale). Atti di bullismo psicologico sono: isolare qualcuno, rifiutarlo, ridere e diffondere cattiverie alle sue spalle per fare in modo che resti solo. Il bullo cerca di spaventare i suoi amici in modo che si allontanino. A differenza delle forme dirette, questa non è evidente e può continuare a lungo senza essere notato da chi è intorno. E’ diffusa tra le ragazze tanto che si parla di bullismo femminile.

Il Cyberbullismo fa riferimento all’uso della tecnologia per molestare, minacciare, mettere in imbarazzo, o ferire un’altra persona. Si usano e-mail, chat, social network (come Facebook), sms e telefonate. Il bullo ha un pubblico più ampio, cioè il web e quindi l’umiliazione subita da parte della vittima è molto più grande.  Questa tipologia di bullismo può facilmente passare inosservato. I cyber bulli sono difficili da contrastare e riconoscere perché restano nell’anonimato.

Gli atti di bullismo prevedono sempre tre ruoli e soggetti: il bullo (con i suoi complici), la vittima e la maggioranza silenziosa che resta indifferente senza intervenire. I bulli tendono ad essere arroganti e aggressivi. Sono preoccupati della loro immagine, vogliono essere considerati forti e per questo mettono in atto tali comportamenti. Anche l’ambiente in cui si cresce può influire, come ad esempio una vita familiare non serena. Al contrario, alcuni ricercatori hanno suggerito che sono psicologicamente più forti e hanno un elevata considerazione sociale tra i loro coetanei, mentre i loro obiettivi sono emarginati. In ogni caso il bullo rischia in futuro problemi con la legge e di diventare criminale o violento.

Il bullismo trova la sua causa in un pubblico osservatore. Gli atti di bullismo infatti si svolgono alla presenza di un folto gruppo di spettatori.  Il bullo grazie alla sua influenza e alla sua autorità riesce a conquistare il supporto degli altri e a far nascere la paura di parlarne e denunciare.  Così gli episodi di bullismo vengono accettati all’interno del gruppo e considerati come normali. Le vittime di bullismo sono più sensibili, insicure e chiuse dei loro coetanei e per questo percepiti come deboli. I ragazzi hanno più probabilità di essere vittime di bullismo fisico mentre tra le ragazze è più diffuso il bullismo psicologico.
Il bullismo si può riconoscere attraverso segni fisici o emotivi, come ad esempio: la paura di andare a scuola, lamentare mal di testa o perdita di appetito, mancanza di interesse nelle attività scolastiche e hanno un senso generale di tristezza.

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