Bullismo: L’indifferenza che ferisce!

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Vedendo le scene filmate dell’aggressione della dodicenne di Genova, mi sono rivista in lei…
Anche a me è capitato un episodio simile, anche se non così forte. Frequentavo le scuole medie, avevo anch’io 12 anni. All’uscita di scuola la bulla che continuava a perseguitarmi e a mettermi tutta la classe contro, mi corre incontro, mi sbarra la strada e inizia a spingermi, a dare pugni, che cerco di evitare, cerco di scappare, ma lei urla, i suoi occhi sono pieni di odio… Comincio ad avere paura, cerco di calmarla con le parole, ma lei non ascolta, in preda alla rabbia. Intorno tutti i miei compagni di classe e altri della scuola, che osservavano la scena ridendo, incitando a picchiarci… Quello che mi ha fatto più male era la completa indifferenza degli altri. Di questa brutta esperienza non mi sono rimasti lividi, cicatrici… almeno non visibili… ma segni profondi, che nessuno vede, ma che ci sono ancora dentro di me. Perché l’indifferenza, questa violenza di cui tutti loro sono stati complici, mi ha ferita più di un pugno o di uno schiaffo, perché è un dolore che non passa mai, anche quando sembra quasi alleviarsi e scomparire. Queste scene non si cancellano dai miei ricordi, le rivivo continuamente… perché continua a succedere lo stesso, anche se in altri luoghi, in altre città, ad altre vittime.

Quello che mi fa male è vedere chi se ne sta a guardare, senza muovere un dito, ma anzi riprendendo tutto, come se fosse un’imperdibile e divertente spettacolo. Risate, mentre la ragazza picchiava sempre più forte, incitazioni… mentre la povera vittima non riusciva a difendersi da tanta furia. Chi è il vero colpevole? Solo la ragazzina che ha compiuto l’atto, o anche quegli spettatori che non hanno fatto nulla? La colpa non è di una sola persona, in fondo siamo tutti noi colpevoli, ognuno deve prendersi la sua parte di colpa. Perché questo è solo l’ennesimo episodio di violenza tra giovani, che si ripete da troppo tempo e si ripeterà ancora se non facciamo qualcosa! Fare qualcosa non significa prendere di mira la ragazzina colpevole, insultarla, minacciarla… questo genere solo altra assurda violenza. Ognuno di noi può fare qualcosa, possiamo schierarci contro il bullismo, far capire ai giovani quanto sbagliato sia usare la violenza, aiutarli ad amare e ad amarsi… Non solo punirli, quando è magari troppo tardi. Perché non c’è una vittima e un carnefice, anche chi ha compiuto questa violenza è una vittima, di se stessa e il male che ha provocato ha ferito anche lei, anche se appare forte e sicura in apparenza. Aiutiamo, invece di giudicare, puntare il dito, insultare…  Altrimenti la catena dell’odio non si spezzerà mai!

Non ha senso rispondere con altra violenza. Non è questa la risposta giusta, non dobbiamo cedere all’odio e alla rabbia, ma far vincere l’amore!

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Ciao. Sono Anna e ho creato questo blog perché è un problema che mi sta molto a cuore. Scrivetemi o aggiungetemi sui miei social network. Un bacio

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Anna Saggese

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