Bullismo su disabile. La bulla: «Ho sbagliato, sono umana»

bullismo disabile vercelliBullismo a Vercelli. Tre ragazzi la ricoprono di botte, sputi, insulti. La vittima è una ragazza disabile, marocchina, che urla e piange. La scena viene ripresa dai cellulari e l’insegnante in aula se ne accorge ma si allontana e fa finta di nulla. Ancora una volta, come da rituale ormai, il video della violenza è stata messa in rete e diffusa attraverso Whatsapp e YouTube, “spettacolarizzando” il bullismo, così che tutti gli utenti possano diventare spettatori di questi episodi terribili e sempre più frequenti. Non è quindi stato difficile per i carabinieri identificare gli aggressori. Il procedimenti penale nei loro confronti sta facendo il suo corso, ma nel frattempo la struttura scolastica ha preso i propri provvedimenti disciplinari, sospendendo due allievi fino alla fine dell’anno e altri due per alcuni mesi, oltre ad aver imposto una riabilitazione. Ancora nessun provvedimento è stato preso nei confronti dell’insegnante presente durante l’aggressione.

Nei giorni scorsi, una delle ragazze coinvolte nell’episodio aveva chiesto scusa con una lettera pubblicata dal Corriere della Sera in cui dice di essere sinceramente pentita.

Sono Greta, ho 15 anni.
Sì, sono la ragazza che tutti voi state dipingendo come un mostro. Le persone che mi conoscono, sanno che non sono una ragazza violenta, anzi, io sono dell’idea che le parole dette in una certa maniera, possano far più male di uno schiaffo. Purtroppo, e risottolineo purtroppo, sto attraversando un brutto periodo, e a volte presi dalla rabbia e dal nervoso, si fanno cose che non si vorrebbero fare. A volte si agisce d’impulso, senza pensare a quello che si sta facendo. Io ho sbagliato, sicuramente. Non dovevo fare quello che ho fatto, ma come ho già detto prima, a volte si agisce d’impulso. Io credo che ogni essere umano possa sbagliare, altrimenti non verrebbe definito «umano». Ma credo anche che chiunque si meriti una seconda possibilità. È giusto pagare per i propri errori; anche se sono davvero dispiaciuta per quello che è successo. Anzi, dispiaciuta non è la parola adatta, la parola esatta è pentita. Sono molto pentita per ciò che ho fatto, tornassi indietro non lo rifarei mai.

State parlando di «bullismo». Io non sono una bulla! Mi state facendo passare per quella che non sono! Mi sento uno schifo, anche se so che per la maggior parte di voi è giusto così. Quello che sto passando io è sovrumano. È più di quanto ognuno di voi si possa immaginare. Mi state giudicando tutti, ma mi state giudicando per quello che non sono. Non sono né una bulla, né una ragazza a cui piace fare del male alle altre persone. Ho sbagliato, lo so, e chiedo scusa a S. Non chiedo la vostra comprensione, ma ci tenevo a farvi sapere che nonostante io abbia sbagliato, mi state facendo passare e sentire come una ragazza che ha ucciso. Ognuno merita una seconda opportunità, a maggior ragione se si è capito l’errore commesso!

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