Testo argomentativo sul bullismo

Un esempio di testo argomentativo sul bullismo. Come scrivere un testo tema argomentativo sul bullismo? Che cos’è un testo argomentativo? Ecco tutti i passaggi per scrivere un buon tema argomentativo.

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Testo argomentativo sul bullismo passaggi

Per scrivere un tema argomentativo sul bullismo sono molto importanti le proprie idee personali. Bisogna esporle in modo chiaro e convincente al lettore. Se stai cercando un tema generale sul bullismo vai a tema sul bullismo.

Traccia tema argomentativo sul bullismo: “I bambini non nascono bulli, viene insegnato loro ad esserlo”. Questa è una famosa frase sul bullismo, sei d’accordo con questa tesi? Quali sono secondo te le possibili cause del bullismo?

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Testo argomentativo bullismo: presentazione generale argomento:  per bullismo si intende la violenza diffusa tra ragazzi, soprattutto negli ambienti scolastici. “E’ “un’azione che mira deliberatamente a fare del male o a danneggiare; spesso è persistente ed è difficile difendersi per coloro che ne sono vittima” (Sharp e Smith, 1995).”

Si tratta di atti ripetuti e abituali, che prendono di mira differenze come classe sociale, razza, religione, sesso, orientamento sessuale. La vittima subisce violenze fisiche, verbali o psicologiche e non riesce a difendersi perché è solo contro tutti gli altri. Il bullismo a scuola infatti è messo in atto da un gruppo di studenti che maltrattano o isolano un coetaneo per guadagnare il rispetto altrui. In molti casi c’è omertà in classe, cioè si preferisce vedere senza intervenire per paura di diventare il prossimo obbiettivo.

Gli effetti negativi del bullismo si possono riscontrare sia a breve che a lungo termine, sia per i bulli che per le vittime e può compromettere la loro crescita. Molti credono che il bullismo sia solo fisico, ma ne esistono diverse forme. Può essere classificato come: diretto (presa in giro, minacce, aggressioni o furti di oggetti). Indiretto o psicologico (isolamento sociale e diffusione di pettegolezzi e cattiverie alle spalle). I ragazzi usano più il bullismo fisico mentre le ragazze più quello indiretto e psicologico. In entrambi i casi, i comportamenti avvengono più volte nel tempo.

Il bullo è un ragazzo aggressivo, con mancanza di empatia e sensibilità: prova soddisfazione nel fare del male. Non riesce a creare veri legami con i coetanei, che sono suoi amici solo perché lo temono.
I bulli sono istintivi, impulsivi. Vogliono sottomettere gli altri per sentirsi e mostrarsi forti. Non riescono a gestire istinti, emozioni e hanno crisi di pianto, rabbia e violenza.

Testo argomentativo sul bullismo: le diverse tesi. Da sempre gli studiosi del problema hanno elaborato molte teorie su quelle che sono le cause del bullismo. Per alcuni psicologi vi è una predisposizione biologica e genetica. Ci sarebbero bambini che nascono con un carattere più turbolento: bambini disobbedienti, teste calde e troppo “vivaci”. Un bambino con un carattere iperattivo è più probabile che diventi un giovane aggressivo e quindi bullo. Quindi secondo queste teorie ci sarebbero dei tratti innati del bambino che lo renderebbero con maggior rischio di diventare un bullo.

Invece ci sono altre teorie secondo le quali è l’ambiente in cui il bambino nasce a determinare il comportamento da bullo: famiglie povere, un ambiente familiare non tranquillo, subire abusi e violenza possono causare un comportamento aggressivo del bambino perché i genitori sono il punto di riferimento da cui apprendiamo prima dell’inizio della scuola. Un bambino che da piccolo in famiglia assiste a scene di violenza tenderà poi a riportare questo comportamento in classe o in altri ambienti in cui si troverà ad interagire con altri.

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Conclusione testo argomentativo bullismo. Secondo me otre all’ambiente familiare entrano in gioco altri fattori: Per alcuni ragazzi la violenza sembra esser diventata un gioco, uno scherzo. Questo è causato anche dall’esposizione a messaggi violenti a cui si assiste accendendo la tv. La violenza si fa spettacolo, divertimento televisivo, show, intrattenimento. Ecco perché si perde la consapevolezza della realtà, si diventa insensibili ai sentimenti altrui, come se questi non fossero reali. Se ci pensiamo è come se i bulli si sentissero su un palcoscenico, vogliono essere al centro dell’attenzione, essere guardati, ammirati come fanno i personaggi in TV. Il bullo è un personaggio, un ragazzo che si nasconde dietro una maschera. Mette in scena uno spettacolo, in cui c’è un pubblico che assiste, spesso applaude, filma e mette online “lo show” perché tutti possano vederlo.

Si vive la violenza in modo distaccato, distante, nella posizione di spettatori dietro ad uno schermo che si divertono di quando qualcuno cade e si fa male (come si fa al cinema con i film comici o al circo da bambini). Non si sa più distinguere realtà e fantasia, violenza e virtualità. Viviamo sempre di più in un mondo al contrario, dove la violenza invece di impaurire e indignare, attrae e diverte.

Qui entrano in gioco le dinamiche di gruppo: un ragazzo può diventare bullo perché vuole far parte di un gruppo, sentirsi più forte e grande. Crede che comportandosi così abbia l’appoggio degli altri e possa sentirsi bene con sé stesso. La violenza è quindi scambiata come segno di “forza”.

Spesso sento dire “alcune persone sono malvagie nel DNA”, ma secondo me non esistono bambini che nascono bulli, la cattiveria o la violenza non è nel DNA di una persona già alla sua nascita. Si diventa violenti in conseguenza a traumi vissuti durante l’infanzia, a dolori interiori e ferite mai rimarginate. Quindi il bullismo può nascondere qualcosa di più profondo.

La violenza genera altra violenza. Infatti uno studio americano ha messo in evidenza come ex vittime di bulli siano diventati serial killer da adulti, perché volevano riscattarsi da quello che avevano subito e assumere il ruolo di carnefici dopo essersi sentiti delle vittime.Esiste un legame stretto tra bullismo e violenza che è stato evidente con il massacro alla Columbine High School negli USA del 1999. Due ragazzi armati massacrarono e ferirono gli studenti per poi togliersi la vita. Poi indagini hanno messo in luce altri trenta tentativi panificati da altri ragazzi in altre scuole, molti de dei quali erano stati vittime di bullismo. (Fonte dello studio: www.washingtonpost.com)

Ecco perché sia bulli che vittime andrebbero aiutati a tirare fuori le proprie emozioni e ad elaborarle in modo costruttivo e non distruttivo. Nel bullismo non esistono buoni e cattivi, bulli e vittime, vincenti o perdenti. La frase iniziale si trasforma in “nessuno nasce cattivo o violento, ma lo si diventa”.

Il bullismo. testo argomentativo scritto da Francesca L.

Se anche tu hai scritto un tema o un articolo sul bullismo scrivimi e vedrai pubblicato il tuo scritto su questo blog 🙂

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