Storia di bullismo: le parole di una vittima

Una storia di bullismo toccante e che ci fa riflettere sulla gravità di questo fenomeno.
Quanti anni hai adesso e per quanto tempo sei stato vittima di bullismo?
Sono una ragazza che ha da poco terminato il liceo, sono stata vittima di bullismo da bambina. E’ stato un vero incubo, non trovo le parole per descriverlo.
 
Prova a raccontarci la tua storia
Ero timida, abituata ad un piccolo ambiente in cui vivono poche persone, tutte adulte, non riuscivo a fare amicizia con gli altri compagni di classe. Una bulla mi presero di mira, coinvolgendo tutta la classe.
 
Cosa subivi?
Subivo insulti come “Sei brutta”, “strana”, dicevano che somigliassi ad un maschio, perché portavo i capelli cortissimi e non mi preoccupavo molto dei vestiti e del mio aspetto.  Mi facevano continui “scherzi” cattivi, ridevano e complottavano contro di me, li sentivo bisbigliare, ridere, lo facevano solo per farmi stare male. Io cercavo di resistere, di non piangere, non volevo che mi vedessero star male per colpa loro, perché ne sarebbero stati felici. Mettevano le mani nella mia borsa, rubavano le mie cose e poi mi accorgevo che le avevano loro, ma quando riferivo tutto, i miei compagni rispondevano che non era vero, che ero pazza ed avevo inventato tutto, e venivano creduti dagli insegnanti, a cui non importava nulla, sembrava che si annoiassero addirittura quando io mi rivolgevo a loro chiedendo di intervenire. Mi sentivo solo un peso.
Mi emarginavano, nessuno voleva essermi seduto accanto, quando qualcuno organizzava una festa di compleanno, ero l’unica a non essere invitata, mi dicevano che l’avrei rovinata e che nessuno mi voleva perché non si sarebbero divertiti se ci fossi stata, che sarei stata solo un peso. Solo una volta ricevetti il mio primo invito, ero felicissima, come se mi avessero fatto un regalo!
 
Qual è l’episodio che non dimenticherai mai?
Un giorno all’uscita da scuola, due dei miei compagni mi sbarrarono la strada e senza motivo cominciarono a spingermi forte, per non farmi uscire dalla scuola. Un altro bambino era fuori a controllare che non potessi fuggire. Mi minacciavano, dicendo che non dovevo parlarne con nessuno, altrimenti avrei subito di peggio. Riuscirono ad intimidirmi, e non raccontai dell’accaduto.
 
Hai mai provato a reagire?
Inizialmente no, perché mi dicevano di stare zitta, delle vere e proprie minacce, e quindi spaventata non ho reagito subito ed ho lasciato passare giorni, mesi, anni.
 
I tuoi genitori si sono mai accorti della tua situazione? 
Dopo anni in cui subivo in silenzio, mi sono accorta però che non potevo farcela da sola e quindi ne ho parlato con i miei genitori, che in verità hanno sottovalutato la cosa, pensando che esagerassi visto che sono sempre stata una ragazza troppo sensibile. Passò altro tempo, le cose non cambiavano, tornavo a casa piangendo e così finalmente consapevoli che qualcosa non andava, hanno deciso di chiedere spiegazioni alla scuola, incontrando di persona le insegnanti, che dissero, mentendo, di non essersi accorte di nulla.
Tutti i miei compagni erano in silenzio, e qualcuno scoppiò a piangere, erano loro adesso ad aver paura. Da quel giorno smisero con gli scherzi e gli insulti. Mi sentii libera, se solo avessi parlato prima…
 
Perché credi che i bulli si comportino in questo modo?
Per sentirsi più forti sfruttando le debolezze degli altri! Ma in realtà, come dimostra la mia storia, sono fragili.
 
Cosa si dovrebbe fare, secondo te, per risolvere questo problema?
I professori dovrebbero essere più attenti e dedicarsi di più ai propri alunni, non solo essere degli insegnanti, ma aiutarli, essere una guida per la loro vita e crescita, un punto di riferimento, invece per me non è stato così, anche loro hanno contribuito a farmi sentire sola e invisibile.
I genitori sono figure importantissime, dovrebbero educare i propri figli all’amore e al rispetto reciproco, essere di esempio e assolutamente non usare mai la violenza, fisica o verbale. Ascoltarli e riuscire a “leggere” ciò che provano, anche quando dicono che va tutto bene o restano in silenzio.
 
Cosa ti ha lasciato dentro essere stata vittima di bullismo?
In ogni cosa nuova che affronto sono sempre vittima dall’ansia, ho poca fiducia in me stessa e nelle altre persone, ho paura che mi possano ferire e fare del male, e che possano fingere. Inoltre non esprimo facilmente le mie idee e i miei pensieri, cerco sempre il riscontro degli altri e conferme esterne del mio “valore”. Quando ricevo una critica ci rimango malissimo, temo quindi il giudizio degli altri…
 
Quale consiglio dai a chi ne è vittima?
Di parlarne, come ho fatto io, con i propri genitori facendo capire loro la situazione. Non si deve aspettare, restare in silenzio è un errore, che ho commesso anch’io. Non abbiate paura, perché i bulli si nutrono proprio della nostra paura. Non si deve pensare di riuscire a farcela da soli, ma si deve chiedere aiuto, e i genitori devono intervenire subito!
 
Cosa pensate di questa incredibile storia? A voi la parola ora…
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Ciao. Sono Anna e ho creato questo blog perché è un problema che mi sta molto a cuore. Scrivetemi o aggiungetemi sui miei social network. Un bacio

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Anna Saggese

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