Tema sul bullismo a scuola

Tema sul bullismo a scuola. Cerchi un tema sul bullismo a scuola svolto? Ecco un esempio svolto. Qui trovi un tema sul bullismo a scuola con riflessioni personali e le possibili cause del fenomeno.

Traccia tema sul bullismo a scuola:“Che cos’è il bullismo a scuola, come si riconosce e quali forme può avere? Individua anche le possibili cause del bullismo, le soluzioni che si possono adottare contro il fenomeno. Inserisci anche riflessioni personali e spunti.”

Come iniziare un tema sul bullismo a scuola, introduzione: Il bullismo a scuola è un fenomeno che coinvolge bambini, ragazzi e adolescenti. È un problema che si verifica nella fascia d’età tra infanzia e adolescenza. Per questi motivi il bullismo viene ancora oggi considerato da tanti “una ragazzata” e un problema adolescenziale. Proprio perché il bullismo a scuola riguarda chi è in fase delicata di crescita, subire insulti e isolamento da parte dei compagni può invece essere traumatico per un ragazzo. Il bullismo a scuola quindi non è uno scherzo ma un fenomeno serio che va affrontato. Per contrastarlo bisogna conoscerlo più a fondo.

Si parla di bullismo quando un ragazzo o un gruppo prendono di mira un coetaneo e ogni giorno lo feriscono. Per fare del male non si intende solo picchiare, ma anche rubare i suoi oggetti, maltrattarli, gettarli nella spazzatura. Oppure si tratta di bullismo quando un bambino viene insultato, deriso e umiliato. Vi è anche un tipo di bullismo dove la vittima viene isolata dalla classe ed emarginata. Esistono due forme principali di bullismo, quello diretto e quello indiretto. Il bullismo diretto consiste nella violenza fisica e visibile, con schiaffi, spintoni ecc. Nel bullismo verbale si prende in giro qualcuno per il suo aspetto o per qualsiasi altra sua diversità. Vi è però anche un tipo di bullismo meno visibile, ovvero il bullismo psicologico dove il ragazzo non viene maltrattato, ma viene ignorato e non ha amici, rimane solo e si sente escluso dal gruppo.  Il bullo/a e il suo gruppo intenzionalmente non rivolgono la parola al loro compagno, non lo invitano alle feste, alle uscite o non siedono vicino a lui a scuola o sull’autobus.

“I bambini non nascono bulli ma viene insegnato loro ad esserlo”. Questa famosa citazione sul bullismo afferma che i bambini non nascono bulli. Ma allora perché alcuni ragazzi si comportano da bulli? Secondo me questi ragazzi pensano che comportarsi da prepotenti sia un modo per apparire forti agli occhi degli altri. Vogliono essere ammirati e temuti dagli altri, così da non essere loro ad essere vittimizzati o esclusi.

Il bullo vuole ottenere popolarità e amici togliendoli a qualcun altro. Inoltre si comportano così per sentirsi superiori e migliori. Avere la sensazione di dominare qualcuno, li fa sentire gratificati e potenti. Quindi le cause del bullismo secondo me sono sia di natura personale, in quanto il bullo ha bisogno di scaricare proprie insicurezze o frustrazioni su qualcun altro per sentirsi meglio con sé stesso, sia di natura sociale perché vuole dimostrarsi forte di fronte al suo gruppo e pensa di avere così la stima e l’appoggio degli altri.  Le dinamiche di gruppo sono alla base però del bullismo, perché se non esistesse un gruppo il bullo non si comporterebbe come tale. Il bullo ha bisogno del branco per agire e chi ne fa parte diventa a sua volta complice per non essere esclusi, quindi si innescano meccanismi di imitazione e di uniformazione.  Inoltre chi fa qualcosa insieme a un gruppo quasi non percepisce la responsabilità per gli atti compiuti e insieme ad altri fa cose che da solo non avrebbe mai fatto o pensato di fare. Quindi la responsabilità non è solo del bullo, ma anche degli altri che guardano senza fare nulla.

Nella nostra generazione si vive sempre più connessi e si perde spesso il senso della realtà. Tutto appare come un videogioco. Tanti, troppi, sono i video di ragazzi pestati di fronte all’indifferenza dell’intera scuola. Derisi, umiliati, filmati e messi online come uno spettacolo pubblico che tutti devono vedere. Video che fanno il giro del web in poche ore e che hanno scosso l’Italia. Non esistono differenze, il bullismo è diventato un fenomeno virale, che si diffonde come un virus in moltissime scuole, nelle piazze, nelle strade e nessuno riesce ad arrestarlo.Di pochi giorni fa la notizia dell’approvazione di una legge per contrastare il Cyber bullismo in nome di Carolina, una delle tante vittime che si è tolta la vita dopo che un suo video era stato messo in rete. Un primo passo è stato fatto, ma non basta.

Tema sul bullismo a scuola riflessioni: Per fermare il Cyber bullismo non servono solo regole e leggi, ma dobbiamo in qualche modo risvegliare la coscienza di quanti vedono senza muovere un dito e contribuiscono a diffondere il fenomeno. I ragazzi devono essere consapevoli che con le loro parole, i loro insulti, i loro click possono ferire e fare del male.
Non si tratta di un gioco, ma di un segno indelebile sulla pelle di un ragazzo che ricorderà per sempre quello che ha subito.

La scuola proprio come prevede la legge sul Cyberbullismo si può attivare insieme ad altre associazioni del territorio e attivare punti di ascolto per i ragazzi, organizzare dibattiti, eventi di sensibilizzazione e tenere alta sempre l’attenzione sul fenomeno. Vigilare nelle scuole per fare in modo che gli atti di bullismo vengano fermati sul nascere e coinvolgere quindi creare una rete che il bullismo non può oltrepassare, fatta di insegnanti, istituzioni, forze dell’ordine che insieme lavorano e collaborano in sinergia. Solo facendo squadra si può vincere la battaglia contro il bullismo, che esiste dove c’è bassa sorveglianza, disattenzione e negli ambienti dove c’è competitività e non spirito di squadra. Quindi bisogna unire i ragazzi e fare in modo che nessuno voglia prevalere sull’altro, ma stare insieme all’altro.

Il bullismo non è sintomo di forza, ma di debolezza. I bulli sono ragazzi aggressivi, ma fragili che usano la violenza per sentirsi forti o perché hanno bisogno di attenzione. Spesso dietro i bulli si nascono bambini che hanno ricevuto poco amore dai genitori o che hanno vissuto in un contesto fatto di violenza o problemi familiari. Per nascondere la propria fragilità e non essere attaccato dagli altri, scarica rabbia e insicurezza sugli altri. Il bullo da un lato dovrebbe essere aiutato dalla scuola, con l’aiuto di psicologi, così come anche le vittime di bullismo dovrebbero trovare qualcuno disposto ad ascoltare con cui aprirsi. Spesso infatti chi subisce lo fa in silenzio e ha paura di parlarne, perché teme di non essere creduto o capito. Quindi bisogna capire cosa si nasconde dietro il bullismo e cosa provano i ragazzi, per aiutarli a tirare fuori le loro emozioni in modo positivo senza bisogno di scaricarle sugli altri.

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Anna Saggese

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