Storie vere: su Rai 1 si parla di bullismo

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Oggi, su Rai 1 in “Storie Vere”, condotto da Eleonora Daniele si è trattato il tema del bullismo. Tanti gli ospiti in studio, come comunicatori, psichiatri, forze dell’ordine.

Si è evidenziato dapprima il ruolo della comunicazione, quanto sia importante parlare di questo fenomeno e la necessità di realizzare, attraverso la sinergia di forze dell’ordine, psichiatri, psicologi, una comunicazione efficacie, che sappia informare, da un lato su come prevenire, combattere concretamente questo fenomeno e dall’altro, sulle conseguenze che questi atti possono comportare, perché non si tratta di semplici scherzi, ma possono avere anche delle conseguenze gravi sia sulle vittime che sui bulli.Cercare di creare un filo diretto con le scuole, con le famiglie. In moltissimi casi il fenomeno nasce e si sviluppa all’interno delle istituzioni scolastiche, e non viene avvertito però all’interno delle famiglie. 

Bisogna invece cercare di informare le scuole e genitori su quali sono i segnali del bullismo, da cogliere subito, intervenendo tempestivamente.
Si racconta la storia di quattro madri e di ragazzi vittime di bullismo.

Sono indagati per stalking due studenti, autori del video choc in cui un minorenne, sedicenne, loro compagno, veniva colpito ripetutamente, strattonato e la cui testa veniva sbattuta più volte sul banco.
L’avvocato della famiglia racconta che, dopo molti mesi il ragazzo ha raccontato di essere stato per l’intero anno scolastico vittima delle persecuzioni continue dei suoi compagni di classe. Il giovane era incapace di reagire a questa situazione. La prova di ciò che succedeva è stata raccolta, con un cellulare. I familiari hanno deciso così di far cambiare scuola al ragazzo, vittima dei bulli ma anche di un sistema scolastico che non è stato capace di tutelarle. 

La storia di Angela.  Madre di Luca, che tutte le mattine, inventava scuse per non andare a scuola. Un giorno trovò il coraggio di raccontarle la verità: a scuola era preso di mira dai bulli, che lo offendevano. Il ragazzo arriva a casa disperato, dicendo “Che cosa vivo a fare? Forse se morissi tutto questo non succederebbe”. Pensò al suicidio quando viene a conoscenza una conversazione su WhatsApp, che riguardava Luca, dal titolo Noi odiamo Luca; offese, insultati omofobi, condividevano a foto del ragazzo su cui era disegnata una croce, dicendo che l’avrebbero apposta sul cancello della scuola.

Ora il giovane è seguito da un terapista. Ma la madre continua ad essere preoccupata, perché il giovane quando va a letto si chiude a chiave nella sua stanza, tenendo con sé un coltello, perché avverte dei rumori durante la notte, e ha paura. Ha gli incubi, si sveglia continuamente, perseguitato dai ricordi, urla durante il sonno. Il giovane ha cambiato scuola adesso. 

La tragedia. Si è parlato della storia di Diego, morto suicida nel 2007, perché deriso dai compagni di scuola per il suo ottimo profitto. Spazio alla drammatica vicenda di Francesco, ucciso dopo essere stato trascinato da un compagno di scuola sui binari,


Bullismo al femminile. E’ di pochi giorni la notizia di due ragazze, vicino Roma, picchiate da altre tre compagne. A seguito delle gravi lesioni riportate è stato necessario trasportare in ospedale con l’ambulanza le giovani. Viene raccontata la storia meno recente, di un’altra giovane, picchiata da un’altra ragazza all’uscita di scuola, a Bollate in provincia di Milano. I calci, pugni, le grida della vittima… tutto è stato filmato, dai cellulari degli altri ragazzi presenti, ma nessuno di loro è intervenuto per fermare tutto, anzi, alcuni incitavano alla violenza. Ancora, Cristina, vittima del bullismo al femminile in una scuola di Bologna: è stata picchiata e oggi è soggetta a pesanti attacchi di panico.


Queste storie hanno diversi protagonisti, ma ognuno di loro ha subito violenze, psicologiche e/o fisiche, che non cancelleranno mai, che porteranno dentro di loro, sempre, infatti quello che hanno vissuto causa loro attacchi di panico, ansia, paura, incubi. Si scherza con la vita degli altri, con i loro sentimenti, il bullismo non è un gioco, ma lascia un segno profondo, incancellabile.

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