Chi è il bullo?

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Il bullo nel dizionario italiano è definito come

  1. “Teppista, bravaccio”
  2. “prepotente, bellimbusto”,  ma anche in senso non cattivo, bellimbusto, giovane che si rende ridicolo per la vistosità e l’eccentricità dell’abbigliamento”.Sinonimi lingua italiana: delinquentello, bravaccio, giovinastro, teppista, gradasso, sbruffone, spaccone.
    Questa definizione di bullo della lingua italiana non richiama alla gravità e alla violenza. Il bullo nel significato diffuso non è chi sottomette gli altri, ma un ragazzo che sbruffone e ha quasi un significato positivo. Per capire chi è il bullo bisogna andare più a fondo: il bullo compie veri atti di violenza continuati nel tempo e persecutori.

Il termine italiano “bullo” deriva dall’inglese bully  che sull’Oxford Dictionary, il dizionario inglese indica: una persona che usa la propria forza o potere per intimorire o danneggiare una persona più debole”.

Il bullo è una persona che usa la propria forza o la propria posizione di superiorità per fare del male a qualcun altro in modo fisico, verbale o psicologico. Con il termine bullo ci si riferisce a un ragazzo/a o un bambino che, soprattutto nell’ambiente scolastico, prende di mira un coetaneo e ogni giorno, per lungo tempo lo “bullizza”, cioè mette in atto nei suoi confronti violenze di vario genere alle quali non riesce a difendersi.

Ma un bullo può essere anche un’insegnante, che usa la propria autorità per denigrare un alunno, oppure un capo che sul lavoro maltratta un proprio dipendente, un fratello maggiore che maltratta il più piccolo. Il bullismo quindi fa riferimento a qualsiasi rapporto tra due persone in cui una delle due cerca di dominare l’altro con la violenza, facendo sentire la vittima incapace di difendersi e di porre fine a questi comportamenti.

Chi è il bullo

Il bullo è una persona che fa del male in modo: Intenzionale: i bulli hanno lo scopo di ferire e prova soddisfazione nel fare del male.
Persistente: il bullo ogni giorno, per lungo tempo perseguita la vittima
Inoltre il bullo è più forte della vittima (ha più “potere” oppure influenza, popolarità) e il bersaglio è invece isolato, incapace di reagire perché circondato da un’ambiente di omertà, complicità e indifferenza.

Il bullo può usare diverse forme di violenza:

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Bullismo fisico -> il bullo usa calci, pugni, schiaffi, spintoni, pizzicotti. Spingere, graffiare, fare sgambetti, spintonare sono tutte forme di bullismo fisico anche gli atti più “lievi”. Il bullo ruba gli oggetti personali, li maltratta, nasconde e rompe. Esempio: un ragazzo viene ogni giorno viene aggredito all’uscita da scuola, spintonato e picchiato dai suoi compagni mentre altri ragazzi vedono e filmano la scena con i cellulari, postando in rete il video (cyber bullismo)

Bullismo verbale -> il bullo usa minacce, derisioni, offese, insulti, nomignoli. Prese in giro, parole razziste/omofobe. Prende di mira qualcuno per un difetto fisico, perché è straniero o in qualche modo “diverso” dal gruppo. Esempio: una ragazza prende in giro ogni giorno una sua compagna di classe per il suo modo di vestire e le dice che è brutta, convincendo tutta la classe a starle lontana.

Bullismo indiretto (o anche bullismo femminile perché diffuso tra le ragazze): Nel bullismo indiretto non c’è contatto tra la vittima e il bullo. Chi viene preso di mira viene: isolato, emarginato e parlato male alle spalle. Non viene invitato alle feste, escluso nei giochi di squadra e nelle uscite di gruppo. Inoltre riceve occhiate, sorrisini e risatine maligne.

Esempio: una bulla prende di mira una ragazza, la esclude dal gruppo. La vittima sta da sola in classe, nessuno le rivolge la parola o vuole sedersi vicino a lei. Non viene invitata ad alcuna attività di gruppo. Inoltre appena entra in classe sente tutte ridere, parlarsi all’orecchio e sa che stanno parlando male di lei. Sente sussurrare cattiverie, girano pettegolezzi cattivi su di lei in classe. Se si avvicina agli altri queste si allontanano perché “non fa parte del gruppo”.

Il bullismo psicologico è messo in atto da bulle, ragazze o bambine furbe e cattive, molto influenti nella classe che riescono ad agire indisturbate perché all’apparenza sembrano solo soggetti più “vivaci”. Per la vittima è difficile dimostrare quello che accade, anche perché la bulla usa tattiche, strategie subdole e fa spesso il doppio gioco, fingendosi a volte addirittura amica della vittima per poi ritornare a comportarsi da bulla.

Il bullo dominante

Il bullo si distingue in bullo dominante e quello gregario.
Bullo o bulla dominante: Il bullo ha un forte bisogno di potere, di dominare gli altri, per sentirsi bene con sé stesso e per apparire forte. Prova soddisfazione nel sottomettere e umiliare gli altri. E’ un ragazzo/a irrascibile, impulsivo incapace di controllare le emozioni e le pulsioni. Ha comportamenti aggressivi e vede nella violenza un modo per dimostrare la sua forza ed essere riconosciuto e rispettato.

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Vuole ottenere attenzione e popolarità nel gruppo. Non ha empatia, cioè capacità di mettersi nei panni. E’ spesso una persona che ha una certa influenza sugli altri, assumendo il ruolo di “leader” che istiga anche i compagni a trattare male la vittima o ignorarla. Soprattutto le bulle riescono a manipolare gli altri così da usare le situazioni a proprio vantaggio. I bulli usano l’inganno, mentono dicendo di non aver fatto nulla di male.   I bulli sono alla ricerca di emozioni forti, estreme, fanno sentire la sua vittima colpevole e stabiliscono finte amicizie con gli altri basati sulla dominazione.

Il bullo gregario: E’ un ragazzo insicuro, che si fa trascinare dal leader e ha il ruolo di aiutante o sostenitore perché questo comportamento può dargli un’identità e può affermarsi all’interno del gruppo. Il bullo gregario se riveste il ruolo di “sostenitore” deride la vittima, ride, incita il bullo, richiama l’attenzione degli altri compagni oppure semplicemente sta a guardare.

Perché fare il bullo

Il bullo si comporta così per varie ragioni. Le possibili cause sono relativi a fattori familiari, personali, sociali e di gruppo. Ecco i principali motivi per cui un ragazzo potrebbe comportarsi da bullo.

Fattori familiari:
– Ciò che si vive nell’infanzia: educazione autoritaria, violenta con mancanza d’affetto e indifferenza. Sentirsi non amato e accettato dai genitori. Aver subito maltrattamenti o abusi e non si sente accettato/amato dai genitori.
– Problemi familiari e conflitti tra genitori (litigi frequenti, divorzio ecc.)
– Aver appreso modelli sbagliati o violenti: I bambini, che subiscono soprusi a casa o che vedono i genitori o i fratelli comportarsi così con gli altri, imiteranno questo comportamento a scuola.
– Atteggiamento troppo permissivo e viziare i figli

Fattori scolastici: cattiva gestione della classe, mancanza di sorveglianza e di disciplina)
Fattori di gruppo: Il bullismo nasce all’interno di un gruppo. Il bullo vuole affermarsi, essere riconosciuto ed essere seguito dagli altri. Vuole dominare gli altri e sentirsi importante. I bulli gregari a loro volta sono complici perché vogliono far parte del gruppo e non esserne esclusi. Inoltre il bullismo viene visto come qualcosa di divertente da fare in gruppo.

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Fattori sociali: i bulli sono stati influenzati da “modelli” aggressivi, nella vita reale ma anche guardando film, video violenti. I bambini e gli adolescenti, che assistono a molti episodi di violenza davanti alla televisione o al cinema, spesso diventano più aggressivi e mostrano meno empatia verso le vittime dell’aggressione. I media possono, in una certa misura, aumentare l’entità del fenomeno.
– Fare i prepotenti è coerente con l’immagine potente o di duro; si tratta di uno stereotipo diffuso specialmente tra i maschi, ma sempre più anche nelle femmine.

Altre cause

Il bullo si comporta così per noia: La mancanza di stimoli, l’insoddisfazione, la monotonia a volte spinge i ragazzi a trovare stimoli in questi comportamenti.
Fascino del potere, sentirsi forte, superiore. Voglia di attenzioni, sentirsi accettato e rispettato dagli altri così da stare meglio con sé stessi. Il bullo ha bisogno di attirare l’attenzione, stabilire il suo potere ed essere supportato dal gruppo e accettato

Il fascino del dominio: Il bullo si comporta così perché ha bisogno di dominare gli altri e sottometterlo attratto dal “fascino” della violenza.
Il piacere di far soffrire: Alcune persone provano piacere a vedere l’altro soffrire, ne traggono soddisfazione e godimento.

Intolleranza verso il diverso: Una delle motivazioni più frequenti nel bullismo è l’intolleranza verso chi è percepito come diverso, senza che ci faccia niente di male, per il solo fatto di essere diverso: l’omosessuale, lo straniero (non inteso solo come nazionalità diversa, ma anche diverso paese, diversa regione, nord e sud etc.).

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