Bullismo Tema

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Bullismo Tema introduzione: Il 7 Febbraio 2017 si è svolta la prima Giornata nazionale contro il bullismo e il Cybrbullismo promosso dal Ministro dell’Istruzione con lo slogan “Un nodo Blu- le scuole unite contro il bullismo” in contemporanea con il Safer Internt Day, giornata mondiale dedicata alla sicurezza di minori e ragazzi in Rete, giunta alla XIII edizione e svolta in Roma alla Camera dei Deputati. A questo incontro hanno partecipato diverse istituzioni, studenti e scuole italiane e molte associazioni che si occupano di bullismo e cyberbullismo come il Telefono Azzurro Onlus.

Il bullismo ormai non conosce confine e si muove in rete, prendendo il nome di Cyberbullismo.  Questi due fenomeno sono connessi e hanno le stesse caratteristiche: entrambi sono ripetuti nel tempo e hanno lo scopo di infastidire, intimidire o ferire la vittima. Questa si sente sola e comincia ad auto isolarsi, finendo in una spirale di solitudine da cui è difficile uscire. Troppo spesso gli adolescenti presi di mira restano nel silenzio, non denunciano ciò che accade. Forse a causare questa chiusura sono anche gli stessi adulti, da cui i ragazzi sentono di non essere compresi. Vi è la tendenza a sottovalutare i problemi adolescenziali e uno tra tutti il bullismo. Non è vero che i giovani sono spensierati e felici, ma possono nascondere difficoltà di accettarsi e di essere accettati dagli altri. Molti adolescenti sentono di non avere un loro posto nel mondo e si sentono soli, fragili. 

“E’ solo uno scherzo”, “una ragazzata”, “un gioco”. Così si giustifica un fenomeno ormai dilagante tra i ragazzi, che si muove indisturbato a scuola, tra i banchi, per le strade, sugli autobus, in rete. Come un virus contagioso che si propaga non solo in Italia, ma in tutto il mondo e soprattutto negli Stati Uniti dove si sono verificati così tanti suicidi a causa di bullismo e cyberbullismo che ormai è stato coniato il termine Bullycide ovvero suicidio + bullismo. Una ricerca recente ha stimato che solo il 25 per cento dei casi di bullismo viene allo scoperto, mentre l’altro 75% dei casi restano nascosti e non denunciati. La verità è che il fenomeno è ancora sottovalutato, minimizzato e poco conosciuto.

Bullismo Tema svolgimento

Svolgimento bullismo Tema: 

UNO STUDENTE È OGGETTO DI AZIONI DI BULLISMO, OVVERO È: PREVARICATO O VITTIMIZZATO, QUANDO VIENE ESPOSTO, RIPETUTAMENTE NEL CORSO DEL TEMPO, ALLE AZIONI OFFENSIVE MESSE IN ATTO DA PARTE DI UNO O PIÙ COMPAGNI. 

“Il bullismo è un tipo di azione (individuale o collettiva) che mira deliberatamente a far del male o danneggiare; spesso è persistente, talvolta dura per settimane, mesi e persino anni ed è difficile difendersi per coloro che ne sono vittime. Alla base della maggior parte dei comportamenti sopraffattori c’è un abuso di potere ed un desiderio di intimidire e dominare”

Dan Olweus negli anmi 70 ha avviato una ricerca sul bullismo e ha pubblicato un libro nel 1978 dal titolo L’aggressività nelle scuole: bulli e capri espiatori in cui si dava una prima definizione di bullismo. 

Gli atti di bullismo si verificano in modo diretto o indiretto, sono continuati nel tempo e tutto avviene alla presenza di altri compagni, che possono avere ruoli di spettatori o complici. Bisogna distinguere tra: bullismo diretto:  1.bullismo fisico: si usa la forza fisica per colpire con calci, pugni, per spingere la vittima, rovinare o rubarle cose,  soldi, merenda. 2.bullismo verbale: si compie attraverso le parole (insultare, deridere, prendere in giro, inventare dei nomignoli, minacciare). 

Il bullismo indiretto: consiste nell’isolamento sociale, esclusione dal gruppo e dai giochi, diffusione di pettegolezzi, rifiuto di stare con un compagno. Tipi di bullismo indiretto sono il bullismo digitale: azioni ripetute su una vittima con l’uso della rete (social network ad esempio) o il bullismo omofobico: persecuzione verso ragazzi considerati omosessuali. Anche il bullismo razziale rivolto a persone provenienti da paesi stranieri o verso i diversamente abili: disabili, con handicap fisico o mentale o soggetti con difficoltà di apprendimento.

I bulli si aggregano e sono sempre in branco perché da soli non sono così forti. E’ l’unione che fa la forza del bullo, ma non sono soggetti forti, in quanto non se la prendono con chi ritengono al loro pari, ma con le prede facili,  quelli che percepiscono come più sensibili, buoni, indifesi e che non reagiscono oppure quelli con dei problemi in famiglia, senza genitori o con problemi mentali, e invece di aiutarli gli fanno del male. Le vittime non hanno il coraggio di ribellarsi perché al giorno d’oggi domina la legge del più forte, come nella preistoria: non c’è più aiuto e solidarietà tra i ragazzi. Si cerca di dominare gli altri per sembrare più forti e avere attenzioni, come una lotta di sopravvivenza. La scuola è una giungla dove il più “forte” domina e gli altri sono destinati ad obbedire o a subire.

Conseguenze: Sia nel bullismo fisico o psicologico vi è un danno per l’autostima della vittima, che si sente un fallimento e incapace. Questo può portare a depressione, abbandono scolastico, problemi sociali e alimentari. Conseguenze a distanza di anni. Vari studi hanno indicato che le vittime hanno per le vittime un rischio elevato di disturbi d’ansia in età adulta, disturbi psichiatrici, depressione. I bulli rischiano di sviluppare personalità antisociali, fredde e avere problemi di droga, alcolismo. Alcuni studiosi che avevano rivisto i bulli dopo 8 anni hanno trovato che il 55% era stato in prigione e il 36% aveva fatto almeno tre crimini.

Bullismo Tema conclusione

Bullismo Tema conclusioni: Secondo me il bullismo è un fenomeno che non riguarda la scuola o i ragazzi, ma la società intera. Il modo più efficace per affrontarlo coinvolge la scuola, ma anche la famiglia e la società intera con le sue associazioni e istituzioni. Creare una rete solida e solidale è la soluzione più efficace. 

Un metodo che è stato usato in passato da psicologi ed esperti era quello di far compilare un questionario nelle scuole, a studenti e insegnanti riguardo al bullismo nelle scuole. I risultati di questi questionari venivano distribuiti ai genitori, insegnanti e studenti che si riunivano per decidere insieme il tipo di intervento da attuare. Erano stabiliti incontri individuali con bulli e vittime, riunioni di gruppo tra insegnanti e genitori. Quindi veniva fatto un lavoro di “squadra” per abbattere il bullismo sul suo nascere. Così come anche nelle classi venivano stabilite delle regole semplici da rispettare. Le vittime venivano invitate a parlare di ogni fenomeno di bullismo che si verificava. In classe venivano fatte attività continue, come discussioni in classe o scene con scambio di ruoli. Il bullo e i suoi complici venivano messi a confronto con gli insegnanti e potevano avere sanzioni più o meno gravi e appena compiuta l’azione di bullismo. Con il sostegno dei compagni, dei ragazzi e delle famiglie questi interventi hanno funzionato e hanno dato risultati concreti.

Il bullismo tema riflessioni: E’ importante che i genitori mantengano sempre viva la comunicazione con i figli in modo che denuncino e parlino subito di quello che vivono in classe e dei problemi della nostra età. Anche la società deve svolgere la sua parte in questa lotta. I mezzi di comunicazione come tv, telegiornali, giornali devono dare sempre attenzione al fenomeno e raccontarlo. Cinema, letteratura, musica possono sensibilizzare sul problema e fare in modo che chi viva situazioni di bullismo trovi la forza di denunciare.

La chiave contro il bullismo è fare in modo che tutti e anche bulli e complici, capiscano che non è uno scherzo ma con il loro comportamento possono distruggere la vita di una persona. Bisogna fare in modo che un comportamento da bullo venga non più considerato qualcosa di cui andare fieri, ma qualcosa di cui vergognarsi. Forse se diventassimo più consapevoli sulle conseguenze che atti e gesti possono avere su una persona rifletteremmo 1000 volte prima di fare del male, ridere o stare in silenzio di fronte ad episodi di bullismo. Bisogna aumentare la sensibilità al problema, fare in modo che i ragazzi capiscano come ci si sente ad essere presi in giro.

Non possiamo più chiudere gli occhi, far finta di non vedere o spegnere il televisore quando ci dà notizie di nuove giovani vittime spente a causa del bullismo. Bisogna accendere il cuore e la mente perché il bullismo non è un gioco e c’è in gioco il futuro non solo di un ragazzo, ma di tutti noi.

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