Per bullismo volevo morire, mi ha salvato l’amore.

Bullismo lettera

Una lettera che parla d’amore, ma anche del dolore, della sofferenza, provata nella mia adolescenza a causa del bullismo. La mia vita era diventata un incubo, poi ho incontrato un angelo…

Caro Amore,
ti cercavo in ogni angolo, in ogni sogno, in ogni pensiero. Mi chiedevo se qualcuno mi avrebbe mai voluto, se una persona imperfetta come me meritasse di amare ed essere amata. “Perché qualcuno sceglierebbe me?” mi dicevo in lacrime, mentre risuonavano nella mia mente tristi ricordi, voci che mi ripeteva “sarai sola per sempre”. A scuola mi prendevano in giro perché non avevo ancora dato il mio primo bacio e non ero stata con nessun ragazzo, mi facevano sentire “diversa”, mi ripetevano che ero “grassa”, “brutta”, “secchiona”, “stupida”, “bambina”. Mi guardavo allo specchio e vedevo un mostro, una ragazza con mille imperfezioni. Odiavo quel riflesso, sarei voluta sparire e cancellare quell’immagine. Iniziai a mangiare poco, perché la vita per me non aveva sapore.  Poi per caso, un giorno di inverno, ci siamo conosciuti su Internet, un mondo dove mi rifugiavo quando mi sentivo incompresa dalle persona che mi circondavano, ma che non sentivo vicine.

Le ore trascorrevano chattando senza rendercene conto, sembrava che ci conoscessimo da sempre, eri la prima persona con cui riuscivo ad aprirmi. Ma quando mi chiedesti di vedermi in foto, io inventai la prima scusa che mi venne in mente. Pensavo che se mi avessi vista non avresti più voluto parlare con me, tu che mi stavi conoscendo per ciò che ero davvero e non per ciò che apparivo. Mi scrivevi “sei una ragazza bellissima, dentro e fuori”, ma io ero terrorizzata al pensiero di perderti, di deluderti, di non essere all’altezza di ciò che credevi.
Mi chiedesti di uscire insieme, l’insicurezza mi assalì, insieme all’emozione. Ci incontrammo, tu mi sorridevi, mi riempivi di attenzioni. Io ero commossa, non pensavo di meritare quegli sguardi così dolci. Era la prima volta che non venivo respinta, ma al contrario, ti avvicinavi sempre di più a me ed io non capivo cosa trovassi in me di “speciale”, anche se continuavi a ripetermi questa parola.
Quando mi guardavo, nei miei occhi vedevo solo l’odio che provavo verso me stessa. Guardavo nei tuoi e annegavo in quel mare d’amore. Avrei voluto vedermi come mi vedevi tu, guardarmi come facevi tu, amarmi come mi amavi tu. I nostri occhi si incrociarono, le nostre labbra si unirono, ci abbracciammo fino a diventare un solo corpo. Mi ripetevi sussurrando “ti amo”. Eravamo vicini e provavo ciò che tu sentivi. Mi riflettevo nel tuo sguardo e mi guardavo con i tuoi occhi. Per la prima volta mi sentivo libera, di essere me stessa, leggera e bella come una farfalla. Non ero più prigioniera delle mie paure, ma libera di volare e lasciarmi trasportare dall’emozione. Respiravo un’aria nuova, di serenità e gioia. Avevo sempre avuto paura di mostrare il mio corpo, di svelare la mia anima, ma tu mi hai preso la mano e mi hai guidato in un viaggio di scoperta dentro me stessa. Con te non ho avuto più paura di mostrare le mie debolezze, ero senza difese e mi abbandonai completamente tra le tue braccia. Ti ho mostrato i miei punti deboli e tu dolcemente li hai accarezzati. Ho scoperto le mie ferite, tu le hai baciate e le hai bagnate con lacrime d’amore. Ti ho mostrato il lato di me più fragile e tu lo hai accolto e protetto.  Tu mi hai rispettato, amato, come un vero uomo deve sempre fare con una donna.
Mi hai insegnato ad avere rispetto, amore, per me stessa. Mi hai insegnato che ogni donna merita di volersi bene e di amarsi, così com’è e che non c’è ragione per cambiare.

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